Premio Heritage Awards al Cluster Biomediterraneo

Un premio prestigioso che riconosce alla Regione Siciliana il grande ruolo svolto per il tema di Expo 2015

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Market BioMediterraneo

Il Cluster del Biomediterraneo viene premiato con il Class Expo Pavilion Heritage Awards. Un premio prestigioso, ideato da ClassEditori e Laureate International University, che raggruppa ben 80 università nel mondo ed è presieduta da Bill Clinton. Il premio ha avuto la collaborazione scientifica della World Association of Agronomist e della IBM.

    Il premio è destinato ai padiglioni e protagonisti di Expo, che meglio hanno saputo interpretare e comunicare il tema dell'Esposizione Universale. Premiata la capacità di lasciare alle future generazioni valori e insegnamenti riguardo i cambiamenti delle abitudini di consumo, di rispetto del pianeta, riguardo lo spreco alimentare.

    Il Cluster Biomediterraneo viene premiato per essere stato il Cluster che meglio ha rappresentato e raccontato lo spirito della cucina mediterranea, il valore e il significato del confronto interculturale e dell'incontro tra popoli, della compresenza e dell'integrazione.

    Ricordiamo che il Cluster Biomediterraneo ha ospitato numerose nazioni del Mediterraneo, tra le quali ci piace citare: il Montenegro premiato dal BIE per il suo padiglione, l'Egitto, Malta, la Repubblica di San Marino, l'Algeria che pure ha ricevuto un premio dal BIE, la Serbia.

    Un Cluster dai grandi numeri, sia di visitatori che di ricavi economici, riuscendo a chiudere il bilancio senza passivi, ma anzi con ricavi. I dati sono stati presentati proprio negli ultimi giorni di Expo Milano 2015.

Gli altri premiati

Il premio Heritage Awards è stato assegnato a 17 padiglioni, tra essi figurano il Padiglione Angola, e il Padiglione Zero di Davide Rampello.

    La giuria internazionale che ha assegnato i premi è di grande rilievo, questi i componenti: Shenggen Fan, direttore generale International Food Policy research institute di Washington; Eric Masik, Premio Nobel per l'economia; monsignor Luis Antonio Tagle, presidente Caritas Internazionale; Maria Cru Alvarez, presidente del World Association of Agronomist; Letizia Moratti e Romano Prodi.

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