'Fuori Controllo' il docuFilm dedicato all'obesità

Storie di lotta con il Disturbo da Alimentazione Incontrollata, raccontate dai pazienti

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Possiamo aprire il frigo e spazzolarlo fino all'ultimo cibo, mangiare senza smettere tutto quello che abbiamo avanti e poi sentirci male e vivere tutto con un senso di vergogna. Si chiama Disturbo da Alimentazione Incontrollata e la Talpa Produzioni, lo racconta nel docuFilm "Fuori Controllo". Un film documentario in cui sono raccontate storie di pazienti in lotta con la D.A.I., il disturbo alimentare che porta sempre più persone in Italia a ingurgitare dalle 3.000 alle 30.000 calorie in pochissimo tempo.

    I protagonisti del film non sono attori e in prima persona raccontano i loro successi nella battaglia con il disturbo, ma anche gli insuccessi e alla fine la vittoria.

    Il documentario verrà trasmesso presso la Sala Conferenze della Cascina Triulza, il 16 luglio alle ore 19.00. "Fuori Controllo" è un documentario di Daniele Cini e Claudia Pampinella, per la regia di Daniele Cini.

Il Centro DAI di Città della Pieve

Tutto nasce a Città della Pieve dalla volontà della Regione Umbria di aprire un centro dedicato al DAI e all'obesità. Il primo centro in Italia dedicato a questo allarmante fenomeno sociale in crescita anche nel nostro Paese, patria della Dieta Mediterranea: sempre più dimenticata.

    Al centro si rivolgono in tanti, come Loretta, Franca, Marco, Enrico, Emma... Seguono un percorso guidato dalla psichiatra Laura dalla Ragione e i suoi collaboratori. Tutti i giorni, dopo aver mangiato, camminano per le strade di Città della Pieve con scarpe da ginnastica, ritmando il passo con bacchette da nordic walking. Sole, pioggia, vento, freddo, nulla li ferma: avanti per la loro strada.

    Il centro ha fatto "rumore" oltre confine. Alcuni anni fa una delegazione ufficiale del Governo di Malta ha visitato il centro dell'USL Umbria 1 per imparare dalla loro esperienza e impiantare il Centro DCA Kenn Ghal Sahhtek di Malta. Gli esperti di Città della Pieve mantengono un contatto costante con Malta e periodicamente fanno un salto sull'isola Stato per degli incontri formativi.

    Il centro maltese ha una palestra molto attrezzata, frequentata da James, Chris, Kevin, Marina, Roslyn e tanti altri. Tutti fanno ginnastica due volte la settimana. Seguono un programma di 7 settimane, in cui si alloggia presso la struttura attrezzata con stanze per gli ospiti.

    Quanti approdano ai centri di Città della Pieve e di Malta, non iniziano uno sterile programma di dieta, del tipo '7 chili in 7 giorni' come nel film con Renato Pozzetto e Carlo Verdone. Si tratta di un percorso di conoscenza di se stessi, per andare all'essenza dei problemi che portano a mangiare in modo compulsivo. La presenza di altre persone con cui s'instaura un rapporto di amicizia, di gruppo e di sostegno reciproco, fa il resto: non si è soli lungo il cammino.

Tutta colpa dell'autostima

Le persone che si avvicinano al programma del centro, seguono un programma multidisciplinare. Quello che emerge come dato comune è la mancanza di autostima e una percezione negativa di sé. Spesso la bassa autostima è legata a una non accettazione dell'aspetto fisico, cui si aggiunge l'incapacità di gestire le emozioni: una sorta di disregolazione emotiva che li spinge verso l'abbuffata, come forma compensatoria.

    Come spiega Marta Borsellini, riabilitatrice neuropsichiatrica, ogni persona ha una sua storia da raccontare ed è quindi importante lavorare sull'aspetto fisico della persona e sulla qualità psichica della vita di ciascuno.

    Riappropriarsi di una vita normale e di un rapporto con il cibo naturale è possibile, questo il messaggio che il docufilm lancia a quanti soffrono del disturbo alimentare.

I paradossi del nostro tempo

L'umanità vive dei paradossi alimentari immensi. Da un lato abbiamo circa 868 milioni di persone che muoiono di fame nel mondo: non solo in Africa anche in Italia, molto vicino a noi. Dall'altra abbiamo 1,5 miliardi di persone obese o in sovrappeso. Poi abbiamo anche lo spreco di cibo, circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato ogni anno. Gli 1,3 miliardi di spreco sono 4 volte la quantità necessaria per nutrire gli 868 milioni di affamati nel mondo.

    Assurdo vero? Eppure ne siamo ciascuno di noi la causa seppure indiretta. E non ci stiamo fermando, non stiamo cambiando stile di vita, neppure con la crisi in atto. Nel 2050 arriveremo a consumare 3 volte le risorse che il pianeta è capace di produrre in un anno. Come dire, consumeremo 3 pianeti all'anno pur avendone solo uno a disposizione in cui abitare.

    Una presa di coscienza è necessaria. Ecco perché leggere la Carta di Milano è un primo passo verso un'auto responsabilizzazione nei confronti di problemi, i cui effetti, non sono tanto lontani da noi. Il passo successivo alla presa di coscienza è il passaggio all'azione, che con la Carta di Milano si traduce nel firmarla come tanti capi di governo e migliaia di persone stanno facendo a Expo Milano 2015. Anche chi non può essere all'Expo ha la possibilità di firmarla a distanza.

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