'Calpestiamo la guerra: tappeti da mettere sotto i piedi' a Cascina Triulza

Fino al 24 agosto è possibile 'calpestare' i tappeti della guerra Afghana che perdura da 30 anni

tappeti afgani
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Ingresso alla mostra 'Calpesta la Guerra'. La mostra negli spazi di Cascina Triulza. Alcuni dei tappeti afgani della mostra Calpesta la Guerra. Il territorio Afgano e le armi che lo assediano. Le icone di guerra sono nascoste tra i disegni del tappeto. Il tappeto di destra ricorda l'attentato alle torri gemelle del 2001. Elicotteri da guerra, carri armati, kalashnikov: tappeti di guerra. Alcuni tappeti della mostra Calpestiamo la guerra. Questi tappeti sono stati realizzati anche da bambini. Attraverso i tappeti di guerra, la memoria di 30 anni di guerra in Afghanistan. Tappeti non per l'arte, ma per la propaganda di odio e di guerra.

La guerra per la sua propaganda usa qualsiasi mezzo, compresa l'arte antica dei tappeti afgani. Nella mostra "Calpestiamo la guerra" sono esposti tappeti dell'Afghanistan che riproducono soggetti di guerra. I tappeti sono esposti fino al 24 agosto presso Cascina Triulza.

    Usati come strumento di propaganda politica, sono stati introdotti durante il periodo di influenza russa negli anni '80. A seguito dell'occupazione dell'Unione Sovietica dei territori afghani, si utilizzarono i tappeti per incitare la popolazione a combattere.

    I tappeti raffigurano armi, bombe, bazooka, carri armati in forme geometriche stilizzate, che rendono difficile il riconoscimento del soggetto. Quasi un messaggio subliminale lanciato a chi comprava quel tappeto, usato per la preghiera o per l'arredamento della casa. Nei tappeti si ritrovano simboli il cui messaggio è rivolto contro i russi e in altri casi contro gli americani, a seconda del periodo storico.

    La mostra è stata organizzata dall'Associazione CooperAction Onlus per sensibilizzare l'opinione pubblica circa lo stato di guerra che in Afghanistan perdura da 30 anni. Una situazione che colpisce tutta la popolazione, in particolare i bambini sfruttati per annodare tappeti di guerra. Per questo alcuni tappeti potranno essere fisicamente calpestati, senza l'uso delle scarpe.

    Silvia Bolchi, responsabile del programma culturale e vicedirettore di Cascina Triulza ha commentato positivamente la mostra: «Energia per la vita: vuol dire anche poter vivere una vita dignitosa, sicura, lontana da tragedia, violenza e sangue. Per i bambini significa anche poter crescere in un ambiente in cui nessuno ti passa messaggi così distruttivi. In questi tappeti non vi è un messaggio artistico ma solo politico».

    La mostra è già passata per Vanzago (MI) e dopo Expo Milano 2015, si sposterà nel comune di Concorezzo (MB), appartenente alla rete "Pace in Comune", che unisce alcuni paesi italiani impegnati nella diffusione della pace.

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