+500% prezzi della frutta, ma meno frutteti italiani

L'Italia perde pezzi nella produzione di frutta e lavoro nel settore. Aumenta l'import, diminuisce la qualità

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Frutta venduta al mercato


Il settore dell'agricoltura in Italia potrebbe essere il futuro lavorativo per molte generazioni. Eppure si è sempre bravi a rovinare tutto. Lo dice il rapporto Coldiretti sui dati Ismea dedicato alla frutta italiana, appena reso noto oggi all'Expo Milano 2015 dove è in corso la Festa della Frutta e Verdura.

    Il rapporto denuncia l'eccessivo costo della frutta per noi consumatori. Si arriva a pagare un Kg di frutta anche il 500% in più rispetto al costo di produzione, cioè quello che viene dato all'agricoltore.

    Per le pesche gli agricoltori ricevono 0,30 euro al Kg e noi le paghiamo 1,80€; per le susine il farmer italiano si vede corrispondere 0,40€, mentre il consumatore le paga 1,40€ al Kg. L'uva dagli 80 centesimi di euro iniziali, arriva sulle nostre tavole a 2,50€ al chilo.

    L'elenco è lungo e il problema è ancora più profondo e grave del solo aumento speculativo dei prezzi, di cui beneficiano solo le tasche degli imprenditori-speculatori del business agroalimentare.

    Il fattore più allarmante è l'incapacità per l'agricoltore di poter portare avanti l'attività produttiva. A questi prezzi, non gli conviene coltivare altrimenti rischia di non pagarci neanche i costi derivanti dalla produzione. Quindi chiude? No, taglia gli alberi. Riconverte il terreno.

I frutteti italiani spariscono

Il frutteto italiano si è ridotto di un terzo, il 33%, in 15 anni, con la scomparsa di 140 mila ettari di piante di mele, pere, pesche, arance, albicocche e altri frutti.

    L'Italia detiene il primato europeo nella produzione di frutta, la speculazione sui prezzi e un commercio poco pulito di frutta, rischiano di farci perdere questo primato. La superficie di territorio italiano coltivata a frutto è passata da 426mila ettari a 286mila. Sono dati che Coldiretti ha elaborato sulle statistiche Istat riferiti alle coltivazioni legnose agrarie pubblicate nel 2015.

    Il taglio maggiore lo stanno subendo i limoni con una riduzione del 50%, seguono le pere con il 41% e le pesche con il 39%. Anche le piante di arancio si riducono del 31% mentre i meli hanno subito un taglio del 27%.

    Questo disboscamento delle campagne italiane, oltre a fare male all'ambiente italiano, sta producendo una forte importazione di frutta dall'estero che costa ovviamente di più. L'Italia è arrivata a importare il 37% della frutta che consuma.

Aumento della disoccupazione

Nel settore lavorano oltre 345.883 unità dedicate direttamente alla produzione, coltivazione e raccolta. A questi numeri si aggiungono 28.621 persone che lavorano nell'industria della trasformazione. In più, ogni estate, tempo dove si concentra il grosso della raccolta di frutta italiana, circa 200 mila giovani trovano una opportunità di lavoro a tempo determinato.

    Ecco perché Coldiretti fa appello alle coscienze degli italiani, perché mangino frutta di stagione e quanto più possibile locale. O come si dice oggi a "Chilometro 0".

Il progetto rivoluzionario 'Scendipianta'

Gli agricoltori italiani hanno firmato il progetto "Scendipianta" di Fai, che accorcia la filiera distributiva riducendo gli attuali 4-5 passaggi dal produttore al consumatore. In questo modo viene premiato chi produce bene e il consumatore che ottiene un prodotto più buono e di qualità.

    Si riducono le escursioni termiche cui la frutta è soggetta durante il trasporto, si riducono i passaggi nelle celle frigo, si ottiene un frutto raccolto nel tempo giusto di maturazione e non settimane prima.

    Il progetto definisce degli standard qualitativi e seleziona quegli agricoltori capaci di mantenere tali standard. Viene anche privilegiata la qualità alla quantità delle produzioni. Il progetto ha trovato l'interesse di una delle principali catene della distribuzione alimentare italiana "Conad". Con la Conad è stato stretto un accordo pilota su punti vendita selezionati, in cui vengono vendute pesche e nettarine del progetto "Scendipianta". Il progetto si estenderà pian piano alla vendita delle altre specie ortofrutticole.

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