La FAO risponde a 8 domande sul latte

Quanto latte bere? E vero che causa l'obesità? Quali animali producono il latte? La produzione di latte lascia un'impronta ecologica?

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Festa del latte
Fotografie: Pixabay.com


Quanti e quali nutrienti contiene il latte? In quanta quantità va assunto? Il latte contribuisce all'obesità? La FAO ha dato risposte sintetiche a 8 domande, in un breve contributo sul sito ufficiale www.fao.org, pubblicato il 27 maggio 2015. Contributo sintetizzato nell'infografica che vedete più sotto e che potete scaricare per leggere in un secondo momento.

Nutrienti, quantità giornaliera, obesità

Il latte contiene calcio, magnesio, selenio, vitamine B2 B12 e B5. Non esistono delle linee guida internazionali che indicano scientificamente la quantità giornaliera di latte e prodotti derivati da assumere. Alcuni stati hanno sviluppato delle linee guida nazionali, basate sugli stili di vita locali.

    Un bicchiere di latte di mucca da 200ml, oltre ad essere ricco di micro-nutrienti, mediamente, contiene il 21% di proteine e l'8% di calorie, richieste per un bambino di 5 anni.

    Si pensa ci possa essere una correlazione tra latte e prodotti caseari, ed obesità. Il dibattito scientifico negli ultimi anni è diventato molto intenso, ma le recenti ricerche non hanno evidenziato una stretta correlazione. Piuttosto il problema risiede tra la quantità di cibo ingerito e quello smaltito. Il latte assunto in un regime di dieta bilanciata, non causa nessun rischio per l'obesità.

    E poi la domanda se il latte di mucca, possa essere dato a bambini al di sotto dei 12 mesi. A noi italiani fa sorridere. Eppure non tutti gli stati del mondo hanno accesso alle corrette informazioni, riguardo l'alimentazione dei neonati. Il latte di mucca non contiene i giusti nutrienti e le giuste quantità di vitamine, necessarie alla crescita del bambino.

Animali da latte, produzione mondiale e impatto ambientale

forma di formaggio

Nel mondo l'85% di latte è prodotto dalle mucche, segue il latte di bufala all'11%. Ma non sono gli unici animali a produrlo e spesso nei supermercati vediamo confezioni di latte d'altri animali da allevamento. Il latte di capra è il 2% della produzione mondiale, il latte di pecora l'1% e il latte di cammello lo 0.4%.

    Altre specie di animali potrebbero essere utilizzate per la produzione  di latte, così da contribuire alle necessità locali di molte popolazioni. Fornendo anche una ulteriore fonte di reddito per allevatori e nuovi allevatori, in alcune zone del pianeta. La FAO cita l'asino, la renna, le alci, il lama e l'alpaca. Mancano attente ricerche.

    Leggendo i dati della FAO, la produzione di latte e prodotti caseari, avrebbe un suo impatto sull'ambiente non positivo. La filiera dei prodotti derivati contribuisce con il 4% di emissioni di gas serra, mentre la produzione e il trasporto di latte per il 2.7%. Comunque cifre basse che nulla hanno a che vedere con l'inquinamento prodotto da altri settori industriali. Potremmo dire che se l'industria inquinante non esistesse, neanche avremmo la necessità di calcolare l'impronta ecologica di questo settore. Ogni settore industriale ha, comunque, la possibilità di migliorare l'ambiente.

    Una nuova coscienza imprenditoriale ha spinto alcuni imprenditori, a utilizzare lo sterco degli animali da allevamento negli impianti a biomassa. Lo sterco come combustibile, capace di produrre corrente elettrica per l'azienda.

Infografica

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