Contro la corruzione Expo 2015 un modello da seguire

Fare tesoro di quanto imparato. Dal 2 novembre inizia lo smantellamento

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Cantieri Expo 2015
Foto Open Data Expo 2015.

Si è svolto mercoledì 28 ottobre il convegno "Le possibili risposte: l'esempio di Expo 2015". Un incontro per parlare del delicato tema delle gare d'appalto in ambito pubblico e del loro monitoraggio per evitare corruzione, infiltrazione mafiosa e malaffare di ogni genere.

    La conferenza stampa è stata coordinata dal consigliere Regione Lombardia, Gian Antonio Girelli, apertosi con l'intervento del neo Sottosegretario alla Presidenza lombarda, Gustavo Cioppa. Questi ha ricordato l'impegno, il coraggio e la determinazione che hanno portato le istituzioni al grande successo di Expo Milano 2015.

Un metodo specifico per il futuro

Durante il suo intervento, il Commissario Unico per Expo 2015 Giuseppe Sala, ha parlato del trovare un metodo specifico per tradurre in buone pratiche quanto appreso dall'esperienza di Milano: «Dobbiamo riflettere sul modello organizzativo sul perché ha funzionato, su quello che abbiamo imparato riguardo le procedure e i controlli. Credo non si debba lasciare passare molto tempo e utilizzare l'Esposizione Universale per fare tesoro di ciò che abbiamo imparato. Dal 2 novembre inizia la fase dello smantellamento, che non ha un'accezione negativa, che al contrario è fonte di ulteriore lavoro e possibilità di esperienze positive».

Gli italiani percepiscono corruzione ovunque

Il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà, rete di enti locali e Regioni per la formazione civica contro le mafie, ha concentrato il suo intervento sulla percezione che gli italiani hanno riguardo alla corruzione negli appalti pubblici. Gli italiani vedono nella corruzione un freno allo sviluppo economico. La corruzione, dai cittadini, è vissuta non solo come un dato quantitativo, ma anche percettivo. Mina la fiducia e limita la capacità degli investimenti sul nostro territorio. Quindi per Montà «dobbiamo riflettere sul tema della razionalizzazione delle stazioni appaltanti. C'è bisogno di un corollario di norme per averne di più qualificate, più competenti».

Italia poco affidabile?

«Siamo tra i Paesi meno affidabili. Nove italiani su dieci pensano che la corruzione sia la via più facile per costruire un servizio pubblico. Abbiamo creato l'idea che la regola sia la scorciatoia, questo è il vero problema che abbiamo di fronte». Ad affermarlo il Presidente del Consiglio Regionale Lombardia Raffaele Cattaneo, che ha parlato anche dell'urgenza di formare una nuova cultura che sia «anticorpo della corruzione». Perché non è sufficiente avere delle regole da rispettare e far rispettare, afferma Cattaneo, c'è bisogno di valori che siano precedenti alle regole, che facciano parte delle persone e che giustifichino la ragione per la quale a quelle regole si aderisce.

L'intervento di Raffaele Cantone

Ultimo intervento conclusivo quello di Raffaele Cantone, Presidente ANAC, che è convinto bisogna ripartire dalle regole. Cantone ricorda l'importanza del lavoro di squadra per la vera riuscita di Expo 2015. Una sfida riuscita di cui nessuno era certo del buon esito e neanche lui. «Non è stato semplice capire nell'assegnazione delle gare quando dovessimo rinunciare a un criterio semplicemente basato sul prezzo, ma a oggi posso affermare che siamo stati modello per stabilire un codice degli appalti».

    Durante la stessa giornata, ma ad altro incontro nella città di Milano, Raffaele Cantone ha proferito le parole che tanto hanno scosso, tra ieri e oggi, il dibattito su quale sia la città moralmente più pulita. E se fosse l'Italia intera a dover raggiungere questo traguardo, senza avere città migliori o peggiori, ma tutte allo stesso livello?

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