In 30.000 a Expo: senza coltivatori niente cibo e niente guadagni per nessuno

Il falso Made in Italy, le nuove politiche agricole, i giovani agricoltori, la piaga del caporalato tra i temi toccati

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Coldiretti Expo 2015

30.000 coltivatori hanno pacificamente invaso Expo Milano 2015 durante la Festa degli agricoltori ieri 15 settembre. Il teatro all'aperto non è bastato a contenere tutti i contadini presenti in rappresentanza del mezzo milione di iscritti a Coldiretti.

    30.000 farmers, per comunicare un messaggio chiaro: senza il nostro lavoro di coltivazione della terra, non c'è produzione di cibo per le vostre tavole, nulla da mangiare e niente da incassare per quanti lavorano in tutta la filiera dell'agroalimentare.

    Una giornata in cui ricordare la piaga del caporalato, diffusamente praticata nelle campagne italiane da alcuni imprenditori agricoli senza umanità e che mai è stata debellata.

    Gli agricoltori italiani all'Expo Milano 2015 per un riscatto sociale del loro lavoro. Non più un'occupazione di serie B, se mai lo è stata. L'agricoltura è futuro e tecnologia, come è stato ricordato dalle numerose autorità presenti. L'agricoltura richiede competenza e giovani agricoltori competenti.

    L'agricoltura italiana è minacciata dall'esterno, da quei paesi dove si producono i falsi Made in Italy e venduti come tali in tutto il mondo. Lo ha ricordato il Presidente Coldiretti Roberto Moncalvo, molto critico a tal proposito nei confronti dell'Unione Europea. Lo ha ricordato anche il Ministro Martina: «Il miglior antidoto contro il falso è portare in quei luoghi il vero Made in Italy, ma per fare questo occorre uno sforzo organizzativo ed economico; per questo bisogna lavorare insieme e rendere più semplice la legislazione».

    Una giornata densa, in cui sono stati toccati argomenti molto importanti per gli agricoltori e l'agricoltura. Come l'etica dei consumatori. Acquistare prodotti il cui prezzo è troppo basso è essere complici dello sfruttamento dei contadini. Così come i distributori del settore agroalimentare che speculano sui prezzi innalzandoli alle stelle: schiacciano i contadini per arricchirsi. Sono le parole di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che ha invitato a leggere l'Enciclica sull'ambiente di Papa Francesco. Saranno gli indigeni, saranno i contadini, a indicare la strada, quando l'umanità si troverà sull'orlo del baratro e non saprà che strada prendere: ha concluso Petrini, tra gli applausi di tutti.

Renzi interviene alla festa Coldiretti

Tra i partecipanti non ancora citati, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il Ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, Giancarlo Caselli Presidente dell'Osservatorio sulle agromafie. Presente il padrone di casa Expo 2015, il Commissario Unico Giuseppe Sala.

    Momento centrale l'intervento di Matteo Renzi Presidente del Consiglio, giunto nell'ultima parte della festa. «La vostra associazione — ha detto Renzi — è passata dal mugugno sommesso alla proposta. Questo è un valore positivo, solo così troverete una politica che vi risponderà».

    Il Premier Renzi ha approfittato della presenza dei numerosi agricoltori per comunicare loro un importante cambiamento in materia fiscale, per il settore agricolo. Dal prossimo anno non si pagherà più l'IMU agricola e l'IRAP; un sollievo per molte aziende agricole schiacciate dalle tasse e dalla crisi. Il provvedimento, per il quale Renzi afferma siano state trovate le coperture, sarà approvato dal Parlamento nella legge di stabilità.

I numeri dell'agricoltura italiana

Coldiretti ha divulgato gli ultimi dati riguardo l'export alimentare nel 2015, nonostante l'embargo europeo contro la Russia, nonostante l'ostruzionismo contro l'olio italiano prodotto in Puglia: un Export cresciuto dell'8 percento.

    Non sono gli unici dati del successo italiano presentati durante la festa degli agricoltori italiani. L'Italia è il paese più forte al mondo per prodotti "distintivi" con 272 prodotti Dop e Igp e 4886 specialità tradizionali regionali che salvaguardano la biodiversità e difendono la tradizione.

    L'Italia è il Paese con la maggiore garanzia in fatto di sicurezza alimentare: nessun paese al mondo meglio di noi. Abbiamo il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari, 0,4%, contro una media europea dell'1,4%.

    «L'agricoltura non è nemica dell'ambiente, anzi è centrale per dare un futuro ai nostri territori». Così risponde alle critiche nazionali e internazionali e di vari esperti del settore, il Presidente Coldiretti Roberto Moncalvo. Lo confermano anche i numeri: l'agricoltura italiana emette il 35% di gas serra in meno della media UE e riesce a fare meglio di Spagna, Francia, Germania e Regno Unito.

    Contribuiscono ad abbattere l'inquinamento la rete di fattorie e mercati degli agricoltori a chilometro zero, che effettuano la vendita diretta dei loro prodotti, riducendo i trasporti. Un chiaro esempio è la rete di Campagna Amica costituita da Coldiretti.

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