Le vele del Kuwait accompagnano il visitatore alla scoperta del Paese

Acqua, energia, il deserto ed i tipici mercati arabi, raccontano del piccolo Stato Arabo

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Vele dhow padiglione Kuwait

Un grande padiglione di 2790mq per scoprire il piccolo Stato del Golfo Persico. Un lembo di terra di appena 18 mila kmq e una popolazione di quasi 4 milioni di abitanti. È il Kuwait, la cui ricchezza risiede nel petrolio esportato al 90% e che ha reso, nel recente passato, debole e sottoposto ad attacchi esterni il territorio.

    Il Kuwait è bagnato da tanta acqua eppure è povero d'acqua. Come tutti i Paesi della zona medio orientale deve fare i conti con l'aridità del suolo e la siccità. Il Kuwait ha saputo sfruttare proprio il mare per risolvere i suoi problemi di accesso all'acqua potabile. Già nel 1953 il Paese del Golfo Arabico installava il primo dissalatore con tecnologie, per l'epoca, avanzate. Oggi si contano 7 impianti di desalinizzazione capaci di soddisfare le esigenze di approvvigionamento dell'intera popolazione.

Interno padiglione Kuwait

Le sfide del Kuwait

L'acqua potabile non è l'unica sfida del Paese. L'agricoltura nel Kuwait è marginale con il solo 0,9% del territorio utilizzato per scopi arativi. Il Paese principalmente produce cereali e patate, una buona quantità di frutta e i datteri.

    La forza kuwaitina risiede nell'Energia. Grazie al petrolio, ha una indipendenza economica dal resto del mondo che pone il Paese tra i finanziatori di progetti anche di solidarietà verso l'estero. L'energia è anche una sfida del presente che guarda a un futuro senza più petrolio, in quanto fonte esauribile. Ecco quindi l'impegno verso il fotovoltaico e l'eolico, per produrre energia elettrica da fonti alternative: una necessità strategica prima che ambientale, non solo del Kuwait.

L'architettura

Vele padiglione Kuwait

"La sfida della natura" è il Concept del Padiglione. L'acqua accoglie i visitatori all'ingresso e li accompagna nell'intero viaggio alla scoperta delle tecnologie e dei progressi del Paese arabo in ambito ambientale e alimentare.

    L'esterno del padiglione richiama le imbarcazioni Dhow, sambuco, molto diffuse nella penisola arabica e nell'Africa orientale. L'interno, al pian terreno, si presenta come un suk: i mercati arabi tanto famosi e caratteristici. E come in un suk sono presenti incensieri, teiere, profumi, spezie, strumenti musicali, il gioco della dama e raffinati gioielli d'oro.

    I bambini si divertono nel plastico che riproduce la capitale Kuwait City, dove è possibile entraci grazie a delle sfere trasparenti inserite qua e là nel plastico.

    Il Padiglione fornisce informazioni riguardo ai pozzi petroliferi, ai paesaggi desertici e agli allevamenti ittici. Altra attrattiva è l'acqua coltura idroponica, molto diffusa nel paese, che possiamo ammirare alle pareti in vetro del padiglione, nella sezione che potremmo definire la casa di vetro. Le piante alimentate dagli escrementi dei pesci, abbelliscono le vetrate e allo stesso tempo ricevono la quantità necessaria di luce.

    Tre livelli per scoprire un piccolo Paese che grazie all'oro nero ha potuto svilupparsi e, ora, avanzare verso un futuro fatto di energia pulita e tecniche agricole innovative, per un'alimentazione più sana.

    Come per ogni padiglione nazionale, al termine del percorso trovate il ristorante di cucina araba. Mentre il livello 2 della struttura, si compone principalmente di una Vip Lounge e salette per incontri business to business.

L'architetto

Architetto di quest'opera un italiano. L'architetto Italo Rota che ha realizzato il progetto insieme al suo team di architetti e designer. Interessante da leggere e vedere, questo post presente sulla pagina ufficiale dello Studio Italo Rota. Annotazione finale. Il Padiglione è costato 25 milioni di euro al Governo del Kuwait.

Fotografie dell'articolo Expo 2015/Daniele Mascolo.

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