Sierra Leone National Day Expo 2015

Ragazza della Sierra Leone

Il Padiglione della Sierra Leone, nel Cluster del Riso. Foto Expo 2015/Daniele Mascolo. Il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari all'Expo 2015. Ministro Joseph Sam Sesay durante il discorso all'Expo Centre. Ingresso al Padiglione Sierra Leone da parte del ministro Sesay. Hostess addetta all'accoglienza del Padiglione Sierra Leone. Interno del Padiglione Sierra Leone nel Cluster del Riso. Sierra Leone, un Paese che vuole tornare a crescere. L'area comune nel Cluster del Riso. La delegazione della Sierra Leone a Palazzo Italia. Un momento della visita presso le sale di Palazzo Italia. Il Ministro Sesay con la consorte a Palazzo Italia. Ministro dell'Economia Sesay firma la Carta di Milano. Il Ministro Joseph Sam Sesay della Sierra Leone firma il libro d'onore presso Palazzo italia. Foto istituzionale a ricordo della visita della Sierra Leone presso Palazzo Italia.
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Il Paese vuole tornare a essere un campione di crescita per l'Africa

L'Africa è il continente più rappresentato all'Esposizione Universale di Milano con ben 40 nazioni. Pochi, appena tre Paesi, hanno un padiglione proprio lungo il decumano. Angola e Sudan parte iniziale, lato ingresso Triulza; il Marocco è oltre Piazza Italia più vicina all'ingresso Roserio. Il resto delle nazioni africane partecipanti ha uno spazio espositivo più o meno grande nei Cluster, la grande invenzione di Expo Milano 2015 che ha consentito a molti Paesi, come la Sierra Leone che il 24 settembre ha festeggiato il National Day, di essere parte del grande evento. Sierra Leone che ritroviamo nel Cluster del Riso.

Il giorno della Sierra Leone

Ad accogliere la delegazione africana il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari. Dalla Sierra Leone il Ministro dell'Agricoltura, Beni Culturali e Sicurezza Alimentare, Joseph Sam Sesay. Il Ministro ha ricordato come «Il messaggio centrale di Expo Milano 2015, vale a dire 'Nutrire il pianeta, Energia per la vita', è parte fondamentale del progetto di crescita della Sierra Leone».

    Una popolazione che esce umiliata dall'ebola che nel 2014 ha strappato via numerose vite, ma che ha visto la solidarietà della comunità internazionale. Emergency in prima linea con i suoi tre centri di isolamento e cura a Lakka, Waterloo e Goderich, ora chiusi grazie al superamento della fase acuta epidemica.

    Il Ministro Sesay ricorda la tragedia e come la nazione ha reagito per guardare avanti: «La Sierra Leone, attraverso un programma quinquennale incentrato sullo sviluppo sostenibile, sta tornando ai livelli pre epidemia, che avevano fatto della nostra nazione uno dei campioni di crescita del continente africano. —e a proposito della fame— La lotta alla fame e malnutrizione possono essere combattute solo attraverso politiche mirate e tecnologie adeguate per sviluppare in pieno il potenziale dell'agricoltura che in Sierra Leone costituisce il 52% del Prodotto Interno Lordo».

    Il Sottosegretario Vicari ha assicurato alla Sierra Leone il continuo appoggio al Paese per debellare definitivamente l'ebola: «L'Italia continuerà ad affiancare le autorità sanitarie per lavorare in sinergia con organizzazioni governative e non, continuando a stanziare fondi per assistere le popolazioni in difficoltà».

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