Convegno 'New food, new energy: le donne raccontano'

Le donne imprenditrici dell'America Latina raccontano le loro storie di successo nella produzione di caffè

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locandina dell'evento women's weeks 2 luglio


L'Istituto Italo-Latino americano, nell'ambito di Women's Weeks, organizza l'incontro "New food, new energy: le donne raccontano". Il 2 luglio, alle ore 16.00, presso la sala Congressi dell'Expo Milano 2015. Si parla di cibo, comunità, energie rinnovabili, sviluppo, sostenibilità, futuro, empowerment delle donne.

    Il convegno è organizzato grazie al contributo di Enel e di Women for Expo con l'IILA, all'interno degli eventi Women's Weeks che termineranno il 10 luglio prossimo, nella cornice Expo Milano.

    Un incontro per ascoltare dalle voci delle donne, la responsabilizzazione e femminilizzazione del lavoro agricolo, come via per la sicurezza alimentare e per attività produttive più eco-friendly.

Di cosa si parlerà

Alcune donne imprenditrici e produttrici di varie zone del Sudamerica e Centroamerica, raccontano la loro esperienza imprenditoriale nella produzione e vendita sul mercato internazionale del caffè e del cioccolato.

    Iliana Martinez, produttrice di caffè in Guatemala, racconta le difficoltà incontrate per impiantare la sua azienda e il successo che l'ha portata a vendere il suo caffè in Europa.

    Carla Barbooto, lavora nell'azienda di famiglia di cioccolato Pacari, della quale ha ereditato la gestione imprenditoriale. Racconta dell'empowerment delle donne produttrici in America Latina e l'esperienza con la produzione del cioccolato ecuadoriano.

    All'incontro partecipano la ministra delle donne del Paraguay Ana Baiardi, Mirta Ruiz del progetto paraguaiano Stevia IILA.

    Per Marta Dassù, presidente esecutivo di Women for Expo «le donne hanno un ruolo essenziale sia nella nutrizione sia in agricoltura; ma ancora non hanno lo stesso accesso degli uomini alle risorse finanziarie necessarie, ai diritti sulla terra, all'educazione. La conseguenza è semplice da intuire: se migliorassimo la situazione delle donne, se potenziassimo il loro ruolo nel settore agricolo, aumenteremmo anche la sicurezza alimentare».

Programma dettagliato

  • Ore 16.00. Sessione d'apertura a cura di Marta Dassù, Women for Expo. Segue messaggio di benvenuto dell'Ambasciatrice del Guatemala e Presidente IILA, Stephanie Hochstetter.

  • Ore 17.30. La società Enel parlerà di New energy ed empowerment.

  • Ore 17.45. Le donne produttrici sudamericane racconteranno le loro esperienze concrete.

  • Ore 18.00. Il Ministro delle Donne del Paraguay, Ana Baiardi, parlerà di empowerment delle donne produttrici del suo Paese

  • Ore 18.45. Mariarosa Stevan, Direttore generale Istituto agronomico per l'oltremare di Firenze, affronterà il tema "New food e New energy".

L'empowerment femminile, fattore di crescita economica

Women for Expo ha pubblicato un breve documento nel quale fa il punto sulla condizione femminile nel mondo e il potenziale non ancora espresso. Un resoconto alla luce degli studi FAO, ActionAid, ILO e altre organizzazioni internazionali, dalle quali provengono i dati.

    Nel documento si evidenzia come il riconoscere i diritti delle donne è sintomo di una società equa e giusta. Ma una vera pari dignità tra uomo e donna, si può raggiungere attraverso il riconoscimento delle capacità delle donne nei vari settori della società e dell'economia. Le donne devono poter accedere al mercato del lavoro, essere equamente retribuite, accedere all'educazione e la formazione professionale.

    Si stima che le donne nei mercati emergenti sopportano 9 miliardi di costo annui quale conseguenza di politiche diseguali e della minore accessibilità a lavori ben retribuiti. Le donne potrebbero aumentare il loro reddito fino al 76% se fosse ripianato il divario tra uomini e donne. Il valore globale di tale gap è stato stimato in 17 miliardi di dollari.

    Un numero maggiore di donne impiegate nel lavoro, equivale a maggiore produttività e consumi. Le donne potrebbero, infatti, trasformare i 9 miliardi di dollari in benefici economici, in termini di maggiori consumi. Perché le donne spendono 10 volte di più degli uomini, principalmente in istruzione e cure per i propri figli.

    Se si colma il divario tra sessi in agricoltura, si potrebbe ridurre il numero di persone affamate nel mondo del 12-17%, cioè di 100-150 milioni di persone.

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