Eventi Women's Weeks del 6 luglio: donne e ruolo nella società

Dalle donne nel Medio Oriente e nord Africa, ai benefici degli impact investments. Alla sera concerto della spagnola Amparo Sanchez

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Emma bonino e Diana Bracco
Foto: ©Expo 2015/Daniele Mascolo.


Gli eventi del 6 luglio dedicati alle settimane delle donne "Women's Weeks" iniziano alle ore 11.00 presso lo spazio Me and We - Women for Expo, presso Padiglione Italia settore F19. "Rafforzare il ruolo della donna nel Medio Oriente e Nord Africa" è il titolo dell'incontro, cui partecipano: Emma Bonino, Monica Carcò, Pier Andrea Chevallard, Marta Dassù, Sana Ghenima, Giovanna Melandri, Carla Pagano, Luca Zelioli.

    Alle 20.00 l'Expo Centre (H5), ospita il concerto della cantante spagnola Amparo Sanchez.

Social impact investments for food security

A partire dalle ore 14.30, presso il Conference Centre, settore I16, inizia il convegno "Social impact investments for food security" realizzato da Human Foundation, e dedicato alla terza dimensione del mercato finanziario, ovvero, l'impatto. Detto impact investing, è un terzo elemento che probabilmente cambierà nel prossimo futuro, il modo di concepire gli investimenti finanziari.

    Al convegno si parlerà dei benefici che l'impact investing sta apportando nel sud del mondo, con le donne imprenditrici impegnate nell'agricoltura. Verranno presentati casi di studio nati da fondi impact che hanno creduto nelle donne, quale motore di sviluppo locale e integrazione sociale. L'evento quindi mostrerà l'importanza dell' empowerment femminile applicato nelle comunità rurali, con il sostegno d'investimenti a impatto.

    Questi i temi della conferenza: impact investing, venture philanthropy, politiche di sviluppo, buone pratiche di public-private partnership, sviluppo del sistema imprenditoriale in contesti rurali, empowerment delle comunità rurali, leadership delle donne.

Impact investing: una rivoluzione?

L'agire economico dell'uomo nei secoli, nei periodi storici che ha attraversato, ha sperimentato sempre nuovi paradigmi economici, adottando quello più adatto alle nuove esigenze dell'umanità.

    Siamo in una situazione storica in cui in tanti hanno compreso che la radicalizzazione dell'economia finanziaria, cioè l'investimento di danaro fine a se stesso che non apporta nessun beneficio all'economia reale, è concausa di molte ingiustizie e crisi economiche di interi Stati. L'investimento di soldi svincolato da concreti progetti imprenditoriali, ha arricchito alcuni e gettato in miseria migliaia di persone in ogni angolo del pianeta.

    Per fare un esempio. Nei mercati delle materie prime alimentari, società finanziarie, investono i loro soldi sul prezzo del cacao. Dagli investimenti orari o giornalieri che siano, ne ricevono ricavi economici consistenti. Di questi ricavi nessun beneficio va ai produttori del cacao: piccoli contadini dei paesi più poveri del mondo le cui condizioni di vita sono più che precarie. (Fonte: documentario SKY Tg 24.)

    ″L'impact investing è un'attività di investimento in imprese, organizzazioni e fondi che operano con l'obiettivo di generare un impatto sociale e ambientale positivo e un rendimento economico non speculativo

In buona sostanza, il mercato finanziario così come lo conosciamo e come ora opera, è basato su una "dimensione bidimensionale", in cui contano solo il rischio e il rendimento del capitale investito: sia esso di poche centinaia di euro o di milioni di euro, ma anche dollari ecc.

    L'impatto, andrebbe a essere l'introduzione della "terza dimensione" nel paradigma economico-finanziario attuale. L'impact investing è quel fattore che può rendere il mercato finanziario più giusto nei confronti dei popoli e capace di costruire una società umana inclusiva, dove tutti beneficiano dei guadagni e non solo pochi.

    Studiosi di economia in ogni angolo del mondo, cercano soluzioni alle crisi finanziarie e di debito degli Stati che viviamo in questi anni. Frutto di profonde ingiustizie, non solo finanziarie ovviamente. Ma una nuova generazione, un salto generazionale, sta importando nell'attuale sistema, gli investimenti a impatto. Giovani che pensano a come possono risolvere i problemi della società che sono anche i loro. Giovani che considerano il "fare del bene e vivere bene" come obiettivi compatibili e non il contrario. Tra i giovani si diffonde sempre più, il desiderio di trovarsi datori di "lavoro esplicitamente dediti a costruire un mondo migliore".

    Dal loro canto, crescono gli "imprenditori a impatto" esploratori di nuove strade per risolvere i problemi della società. E lo fanno ricorrendo al business e al capitale privato.

    Una vera rivoluzione che implica un cambiamento di paradigma economico, una forma di investimento eterodossa. In cui entrano in campo attori completamente sconosciuti agli ambienti finanziari. Uno shock!

Dall'atto del donare all'impatto

Parliamo di soggetti che operano nell'ambito del sociale e che si trovano a bussare alla porta dei mercati, per reperire fondi da aggiungere alle sovvenzioni degli enti donatori. Si tratta di filantropi, diventati finanziatori di aziende invece di organizzazioni del sociale. Tutto questo movimento sta spostando l'attenzione dall'atto del donare, all'impatto che esso genera. Un cambiamento anche nel mondo del sociale, quindi: una rivoluzione possibile e positiva per tutti.

    Da dove nasce questo "nuovo sentire"? "Dall'idea che, in alcuni casi, gli investimenti" sono "più efficaci delle donazioni nell'aiutare le fasce più deboli della società". In alcuni casi, "far interagire la motivazione sociale con quella economica può risultare maggiormente efficace per fare del bene.

    Questo movimento nasce anche dalla consapevolezza degli stati e del settore privato, che le sfide cui bisognerà far fronte nel futuro, non si possono più affrontare da soli, perché troppo grandi e complesse.

    L'impact investment presuppone di avere la forza e la "capacità di sostenere contemporaneamente processi di sviluppo, d'innovazione e di inclusione sociale". Al centro c'è l'imprenditoria sociale, imprenditori "lucidamente irragionevoli", i quali vedono nel loro lavoro una missione: la possibilità di realizzarsi realizzando la vita di molti altri. Spesso questi imprenditori sono collegati alle "piattaforme digitali della sharing economy".

Chi c'è dietro?

Si tratta di un movimento fantasioso che nasce dalla rete, che sogna mondi ideali dove tutti vivono felici, oppure c'è qualcosa di molto più concreto?

    Il movimento della finanza ad impatto sociale, trova i suoi punti di riferimento nella Fondazione Rockefeller, deve le sue intuizioni generative a Judith Rodin, Jacqueline Novogratz, Acumen Fund, Pamela Hartigan, Skoll World Forum, Mchelle Giddens, Bridge Ventures.

    La Rockefeller Foundation ha avuto il ruolo di creare l'infrastruttura sulla quale l'impact investing potesse crescere e proliferare. Sono state create metriche e strumenti di misurazione dell'impatto sociale come IRIS e GIIRS.

    Nel mese di luglio 2013, la presidenza britannica del G8 istituisce la Social Impact Investment Task Force (SIIT). Nel mese di settembre 2014, ai membri del G8 viene presentato il rapporto internazionale sugli investimenti ad impatto sociale. Presto la SIIT si allargherà ai Paesi del G20, per diffondere i benefici del mercato degli investimenti ad impatto sociale. Un mercato che, si stima, mobiliterà 1 trilione di dollari nei prossimi anni: perché non investirvi?

    In Italia Human Foundation coordina i lavori della Task force. L'approfondimento che avete appena letto, deriva da un loro comunicato. Quanti volessero andare oltre, possono visitare il sito www.humanfoundation.it

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